In moto sulle Alpi francesi
I passi più alti d'Europa, e la finestra stretta per farli
- Stagione
- Da fine giugno a metà settembre. Prima e dopo, i valichi alti sono chiusi.
- Giorni
- 4-6
- Chilometri
- 800-1.100
- Difficoltà
- media
- Unione Europea
- sì
Le Alpi francesi concentrano in poche centinaia di chilometri i valichi asfaltati più alti del continente. La Route des Grandes Alpes li mette in fila da Thonon-les-Bains a Mentone, ed è il percorso su cui si misurano quasi tutti i motociclisti europei prima o poi. La difficoltà non è tecnica: è la quota, il freddo e la finestra stagionale, che è più corta di quanto la gente creda.
La finestra stagionale, che è il vero vincolo
I passi oltre i duemila metri restano chiusi dalla prima neve fino all'apertura primaverile, e le date variano di anno in anno: l'Iseran e la Bonette aprono spesso solo a fine giugno, e possono richiudere per una nevicata a metà settembre. Pianificare un viaggio sulla Route des Grandes Alpes a inizio giugno significa quasi certamente trovare almeno un valico sbarrato e dover deviare.
Le aperture si verificano prima di partire, e si riverificano il giorno stesso: i servizi stradali dei dipartimenti pubblicano lo stato dei colli, e una nevicata estiva in quota non è un evento raro. Chi ha una sola settimana e vuole essere sicuro sceglie la seconda metà di luglio o la prima di agosto, accettando più traffico.
L'altra cosa che si sottovaluta è il vento. Sui tratti sopra i duemilacinquecento metri, in particolare sull'altopiano della Bonette, il vento laterale è costante e cambia il modo di guidare con una moto carica e un bauletto alto.
Vestirsi per venticinque gradi di escursione
Questo è il punto su cui si sbaglia di più. A fondovalle in agosto si possono avere trentacinque gradi; al Galibier, la stessa mattina, si può essere a otto con il vento. Venticinque gradi di differenza in un'ora e mezza di guida.
La soluzione non è la giacca più pesante, ma la stratificazione: un capo ventilato con membrana estraibile, un intimo tecnico, e un guscio antipioggia che tenga anche da antivento. I guanti sono la voce che manda a rovinare più giornate: con quelli estivi traforati, a otto gradi e ottanta all'ora, le dita smettono di rispondere sui comandi in pochi minuti. Un secondo paio, intermedio, occupa pochissimo spazio nel bauletto ed è la cosa che fa la differenza fra godersi la discesa e volerla finire.
Un dettaglio pratico: in quota il sole è molto più forte. Una visiera chiara con cui si è partiti all'alba diventa inservibile a mezzogiorno sopra i duemila metri; il visierino parasole interno, qui, è un accessorio funzionale e non un vezzo.
Guidare in quota: cosa cambia davvero
Sopra i duemila metri l'aria è meno densa e i motori aspirati perdono potenza in modo percepibile: una moto che a livello del mare ha spunto, sull'Iseran è visibilmente più pigra. Non è un guasto, è fisica. Sui mezzi a iniezione la centralina compensa in parte; sui carburatori più vecchi la carburazione va notevolmente grassa e si sente.
I freni lavorano più del solito, perché le discese sono lunghe e costanti. Scendere a lungo tirando il freno anteriore scalda il liquido, e se è vecchio e ha assorbito umidità compare la leva spugnosa proprio dove serve il contrario. È una delle poche situazioni di guida stradale in cui lo stato del liquido freni si manifesta, ed è il motivo per cui vale la pena controllarlo prima di questo viaggio più che prima di altri.
Ultima cosa, il carburante: i distributori in quota sono pochi e chiudono presto. La regola della Corsica vale identica qui, e sull'altopiano della Bonette non c'è nulla per parecchi chilometri in entrambe le direzioni.
Valichi e passi principali
- Col de l'Iseran (2.770 m)
- Col de la Bonette (2.715 m)
- Col du Galibier (2.642 m)
- Col d'Izoard (2.360 m)
- Col Agnello (2.744 m)
Attrezzatura utile per questo viaggio
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Domande frequenti
Quando aprono i passi alpini francesi?
Dipende dall'anno e dalla quota. I valichi più alti, come Iseran e Bonette, aprono spesso solo a fine giugno e possono chiudere temporaneamente anche in estate per neve. Le date vanno verificate prima di partire sui servizi stradali dei dipartimenti.
Serve qualche documento particolare per la Francia?
No: la Francia è nell'Unione Europea, la responsabilità civile italiana è valida e la carta verde non serve. Bastano patente, libretto e certificato di assicurazione.
Che temperature aspettarsi?
In agosto si passa facilmente da oltre trenta gradi a fondovalle a meno di dieci sui valichi sopra i duemila metri, nella stessa mattinata. La stratificazione conta più del capo singolo, e un secondo paio di guanti più caldi è l'accessorio che rende utilizzabile la giornata.
La moto perde potenza in quota?
Sì, ed è normale: l'aria è meno densa. I motori a iniezione compensano in parte, quelli a carburatore molto meno e vanno grassi. Non è un guasto e si risolve scendendo.
Quanti passi si riescono a fare in un giorno?
Tre valichi alti sono già una giornata piena, perché le medie sono basse e le soste inevitabili. Chi ne mette in fila cinque guida e basta, e non vede niente.
Ci sono pedaggi?
Sui valichi no, sono strade libere. I pedaggi riguardano le autostrade francesi che si usano per l'avvicinamento, e i trafori alpini per raggiungere la Francia dall'Italia, che hanno tariffe dedicate ai motocicli.